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Depressione

Depressione

 

Negli stati iniziali con sintomi lievi, come coadiuvanti, delle semplici stategie possono esercitare un effetto positivo sul tono dell'umore.

La brochure informativa di "Depressione" comprende la descrizione dettagliata di queste semplici strategie.
 
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APPROFONDIMENTO
Informazioni tratte da varie fonti
Le informazioni che seguono hanno scopo puramente informativo e non devono mai essere ritenute una diagnosi o considerate un parere medico o scientifico. Quindi tali informazioni non possono e non devono sostituire mai il parere e la diagnosi del medico. Allo stesso modo eventuali prodotti presentati non possono sostituire terapie che sono di esclusiva pertinenza del medico.

DEPRESSIONE
La depressione è la malattia psichiatrica più frequente. E' uno stato psicopatologico contrassegnato da abbassamento del tono dell'umore, abbattimento, prostrazione fisica e psichica. Un certo grado di malinconia può considerarsi un normale turbamento dell'umore, ma scade nella depressione quando non è più possibile ripristinare un adeguato equilibrio affettivo.



I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE

Accanto alla tristezza, alla disistima, al disinteresse e alla scarsa capacità di iniziativa, sono spesso presenti nel depresso sentimenti di:
insicurezza, senso di indegnità, irrequietezza, ansia, insonnia, diminuzione del desiderio sessuale, senso di affaticamento, frequenti disturbi neurovegetativi con mal di testa, vertigini, turbe funzionali cardiovascolari.


La depressione si può distinguere in:

- le forme maggiori (depressione endogena)
- le forme minori (depressioni nevrotiche e reattive)


- Le forme maggiori rientrano nell'ambito delle psicosi e sono caratterizzate da episodi depressivi di durata variabile, che possono intercorrere più volte nella vita del paziente: l'angoscia di questi depressi è disperata, incomprensibile e non riconducibile a un evento esistenziale penoso (anche se talvolta esiste un fattore scatenante), sono presenti un senso di dolore e di vuoto interiore ineluttabile, coesistono convinzioni deliranti e autoaccusatorie, rimorso e bisogno di espiazione. Il rischio del suicidio in questi casi è molto elevato.
- Le forme minori sono sempre riconducibili a conflittualità  interiori del paziente, ovvero a difficoltà di adattamento, a vicissitudini esistenziali: il malessere non raggiunge mai il livello psicotico di vera e propria alienazione, tutto appare ancorato a eventi della vita che rendono i sintomi della depressione relativamente comprensibili; prevalgono scontento, irritabilità, lagnosità, pessimismo.


I disturbi depressivi vengono suddivisi in due grandi gruppi, che a loro volta presentano dei sottogruppi:
  1. Disturbi Depressivi (depressione unipolare), che comprendono:
    - Disturbo depressivo maggiore: si può presentare come un episodio singolo (isolato) o ricorrente (almeno due episodi)
    - Disturbo distimico: caratterizzato dal ricorrere di episodi depressivi di gravità minore rispetto a quelli maggiori. Durante il periodo di malattia il paziente non è mai di umore normale per più di due mesi consecutivi
    - Disturbo depressivo non altrimenti specificato: categoria "residua" che non soddisfa i criteri elencati sopra. Ne è un esempio il disturbo disforico premestruale
  2. Disturbi Bipolari:
    si presentano con uno o più episodi di mania, oppure con episodi misti, oppure di ipomania e sono sempre accompagnati da un episodio depressivo maggiore.

    Essi comprendono:
    - Disturbo bipolare di tipo I: caratterizzato da almeno un episodio di mania o misto;
    - Disturbo bipolare di tipo II: mai caratterizzato dalla mania ma sempre dall'ipomania;
    - Disturbo ciclotimico: ha durata minima di due anni, senza fasi di benessere di durata superiore ai due mesi e nel quale gli episodi depressivi non sono mai di gravità  analoga a quella degli episodi maggiori o maniacali, quindi sono sempre ipomaniacali.
La differenza tra i disturbi depressivi ed i disturbi bipolari è l'assenza, nel primo gruppo, di episodi di mania, misti o di ipomania

POSSIBILI CAUSE CHE PROVOCANO LA DEPRESSIONE

- Il climaterio (probabilmente per una sorta di declino del proprio ruolo socio-familiare o delle proprie capacità di performance).
- L'età avanzata (almeno in parte per effetto dell'isolamento e della perdita di una finalità esistenziale identificata in un ruolo).
- La gravidanza o il periodo del puerperio e dell'allattamento (per una duplice componente biologica e psicologica). In tutte le forme gli analisti riconoscono un ruolo determinante alla «perdita», riferita a un vasto numero di oggetti di investimento affettivo (la perdita può dunque essere una separazione, una rottura di legami, una proibizione, ecc.): la psicanalisi sottolinea l'importanza di lutti inconsci infantili o precoci, la cui mancata elaborazione può costituire la premessa della depressione adulta.

POSSIBILI INTERVENTI DI SOSTEGNO

Poichè al depresso manca la forza di volontà di agire è bene venga aiutato da persone amiche, perchè la loro compagnia diventi fonte di distrazione da ciò che lo disturba.
Alle cure specialistiche ( previa approvazione del medico) si possono affiancare leggere attività fisiche e creargli interessi vari al di fuori della solita rutine che lo divertano, lo soddisfino e gli diano gioia.
Il trattamento della depressione si basa sulla psicoterapia interpersonale e la psicoterapia cognitivo-comportamentale, sulla psicanalisi e su terapie farmacologiche (che mirano a incrementare la quantità di neurotrasmettitori utilizzabili dai recettori cerebrali, secondo l'ipotesi che un deficit di queste sostanze sia alla base della depressione).

Non ci sono prove di efficacia che indicano che uno di questi trattamenti è migliore rispetto all'altro. Trattamenti differenti e combinazioni di questi possono essere più o meno adatti a seconda delle esigenze personali e cliniche del soggetto.
Le psicoterapie e i trattamenti combinati (psicoterapia associata alla farmacoterapia), comunque, risultano essere più efficaci nella prevenzione delle ricadute rispetto al solo trattamento farmacologico.

Nei casi in cui il quadro depressivo risulti particolarmente grave, è necessario ricorrere a più trattamenti contemporaneamente (es. interventi di supporto, psicoterapia, farmacoterapia) e, eventualmente, a ricoveri ospedalieri.

- Il trattamento farmacologico della depressione si rivela cruciale soprattutto nei casi in cui il disturbo si presenta in forma grave.


I farmaci maggiormente utilizzati per la cura della depressione sono:

Prozac, Paxil, Zoloft, Effexor, Tofranil, Wellbutrin, Elavil, Nardil, Parnate e il litio.

Per verificare quali siano gli effetti dei farmaci è necessario attendere tra le due e le quattro settimane. In alcuni casi possono presentarsi degli effetti collaterali, alcuni dei quali possono diminuire nel corso del trattamento.

La prescrizione dei farmaci deve essere fatta da un medico, meglio se psichiatra.

La terapia interpersonale (IPT), insieme alla terapia cognitivo-comportamentale, è la psicoterapia più efficace nella cura della depressione.
Si tratta di una psicoterapia breve (12-16 sedute) che si focalizza sui sintomi attuali del paziente, sugli eventi della sua vita e sui suoi rapporti interpersonali. Secondo questa prospettiva, infatti, le componenti della depressione sono la formazione del sintomo, il funzionamento sociale e le caratteristiche di personalità.
L'obiettivo specifico dalla terapia interpersonale è il funzionamento sociale, che influirebbe positivamente sulla formazione dei sintomi; a causa della brevità del trattamento, non si interviene sulla personalità.
Questo tipo di terapia attualmente non è molto diffuso in Italia.

- La terapia cognitivo-comportamentale, insieme alla terapia interpersonale, è la psicoterapia più efficace nella cura della depressione.
Diversi studi evidenziano che circa il 75% dei pazienti depressi ha una significativa diminuzione dei sintomi entro le prime 20 sedute di psicoterapia.
Nel caso in cui alla psicoterapia venga associato un trattamento farmacologico, la riduzione della sintomatologia si verifica nell'85% dei casi.
E' stato anche dimostrato che questi miglioramenti sono durevoli nel tempo.
Secondo l'approccio cognitivista, i pensieri e le convinzioni negative su di sè, sul mondo e sul futuro hanno un ruolo chiave nell'esordio e nel mantenimento della depressione.
Nella cura di questo disturbo, dunque, la terapia cognitivo-comportamentale si focalizza soprattutto sui modi in cui il soggetto interpreta gli eventi che accadono, vi reagisce e valuta sè stesso.
Il terapeuta cognitivista si propone di aiutare il paziente ad identificare e modificare i pensieri e le convinzioni negative che ha su se stesso, sul mondo e sul futuro, ricorrendo a numerose e specifiche tecniche cognitivo-comportamentali.
Il cambiamento nel modo di pensare porterà ad una regolazione del tono dell'umore e a modificazioni dei sintomi, che a loro volta influiranno positivamente sui pensieri.
In modo simile, la modificazione di alcuni comportamenti problematici (es. isolamento sociale) avrà un effetto benefico sui pensieri e sulle emozioni della persona. In questo modo è possibile interrompere i circoli viziosi che mantengono la depressione nel tempo.

C'è sempre una mano che ci viene in aiuto, stringiamola!


SINTESI  DEGLI  APPROCCI  TERAPEUTICI 
 MAGGIORMENTE UTILIZZATI

  • Terapia interpersonale: è una terapia breve e altamente strutturata, prevede l'utilizzo di un manuale; è focalizzata sulle problematiche interpersonali che possono indurre la depressione.
  • Attivazione comportamentale (Behavioral activation): ha l'obiettivo di incrementare la consapevolezza nel paziente che vi siano attività piacevoli in cui coinvolgersi, cerca inoltre di incrementare le interazioni positive tra il paziente e il suo ambiente di vita.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: ha lo scopo di analizzare le credenze negative del paziente, valutare quanto queste influenzino il comportamento attuale e futuro, quindi intervenire su di esse mediante ristrutturazione cognitiva, mettendole in discussione.
  • Problem-solving therapy: ha l'obiettivo di definire i problemi del paziente, proporre differenti possibilità di soluzione e quindi selezionare, implementare e valutare la soluzione migliore.
  • Terapia psicodinamica: si concentra sui conflitti irrisolti del passato e sulle relazioni, per comprendere l'impatto che hanno sulla situazione di vita attuale del paziente.
  • Addestramento alle abilità sociali: ha l'obiettivo di insegnare abilità che possano aiutare il paziente a sviluppare e mantenere relazioni sane, basate su onestà  e rispetto.
  • Counselling di supporto: è un approccio terapeutico di impostazione generalistica, che ha lo scopo di mettere il paziente nelle condizioni di poter parlare delle proprie esperienze ed emozioni, offrendo empatia ma senza suggerire soluzioni o insegnare nuove abilità.
  • Molte testimonianze di persone che hanno ottenuto un'aiuto definitivo per risolvere anche queste difficili condizioni di salute le troviamo nel Circolo degli amici di Bruno Groening, un ente avente finalità caritatevoli e di pubblica utilità. Nel maggio 2013 questo ente ha ottenuto dall'associazione World Peace Prayer Society (WPPS), affiliata all'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), un riconoscimento internazionale con l'attribuzione del "Peace Pole".  Qui trovate informazioni:http://www.bruno-groening.org/italiano/default.htm
Questo è il nostro futuro: celestiale!


Negli stati iniziali con sintomi lievi,
come coadiuvanti, delle semplici stategie possono esercitare un effetto positivo sul tono dell'umore.

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