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Digestione

Digestione

 

Per favorire una buona digestione contribuiscono:
  • Integratori alimentari specifici
  • Una respirazione mirata a rilassare l'apparato digestivo
  • Semplici e naturali accorgimenti
La brochure informativa di "Digestione" comprende i nomi e le informazioni di questi integratori alimentari e le spiegazioni dettagliate della respirazione e accorgimenti mirati.
 
Prezzo € 18,90

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APPROFONDIMENTO
Informazioni tratte da varie fonti
Le informazioni che seguono hanno scopo puramente informativo e non devono mai essere ritenute una diagnosi o considerate un parere medico o scientifico. Quindi tali informazioni non possono e non devono sostituire mai il parere e la diagnosi del medico. Allo stesso modo eventuali prodotti presentati non possono sostituire terapie che sono di esclusiva pertinenza del medico.

Vedi anche l'argomento: "Acidità e bruciore di stomaco"
dove io presento la mia alimentazione, naturale e semplice, che ho praticato con successo per sconfiggere l'acidità e il bruciore di stomaco.


Digestione
La digestione è un processo di trasformazioni fisico-chimiche degli alimenti ingeriti nell'apparato digerente e attraverso le quali avviene l'assimilazione delle sostanze destinate alla nutrizione dell'organismo.
La digestione inizia nella bocca, tramite la masticazione e l'insalivazione del cibo, qui il cibo viene ridotto in una poltiglia definita bolo e successivamente prosegue lungo i vari tratti dell'apparato digerente per effetto congiunto di contrazioni muscolari, movimenti peristaltici, attività enzimatica e ghiandolare e processi della flora batterica intestinale.


Difficoltà di digestione e possibili soluzioni
Dolori di stomaco, sensazione di sazietà, flatulenza, nausea e rigurgiti acidi sono solo alcuni dei sintomi fastidiosi che si associano ai problemi di digestione, compresi sotto il termine di dispepsia.
I disturbi più comuni sono gastrite, bruciore di stomaco e indigestione, tutti fenomeni causati in genere dall'eccessiva assunzione di cibi elaborati o troppo grassi, oppure da abuso di alcol. Anche allergie o intolleranze per determinati alimenti, tra i quali i cereali (che possono dare origine al morbo celiaco) e i latticini (per l'intolleranza al lattosio), possono compromettere una buona digestione.
La dispepsia di origine nervosa è considerata una delle conseguenze più frequenti dovute allo stress. Talvolta, problemi di digestione persistenti o ricorrenti possono essere associati a ulcere peptiche, calcoli biliari o esofagite (infiammazione dell'esofago).
Per tutti questi sintomi si devono eliminare cibi o situazioni in grado di scatenare tali manifestazioni, cercando inoltre di diluire i cibi dei pasti in 3-4 volte al giorno, a orari regolari e mangiando con calma.
I sintomi possono essere inoltre alleviati con antiacidi, prescritti da un medico, o bevendo un bicchiere di latte.

Un rimedio, che io non uso, tratto da varie fonti:
Fare una spremuta di arancia e mescolarvi un cucchiaino raso di bicarbonato. ( Non usare acqua per evitare la formazione di aria, gonfiori)

Semplici regole per digerire bene
  1. Prima dei pasti controlliamo il nostro respiro, anche per pochi secondi, così attiviamo il sistema nervoso parasimpatico, che è responsabile dei comportamenti rilassati, che serve a tenere sotto controllo la voracità e l'appetito e facilitare quindi la digestione.
  2. La prima digestione avviene in bocca. Ingurgitare troppo velocemente i cibi obbliga il nostro intestino ad un lavoro molto più complesso e lungo. Masticare lentamente invece ci permette di digerire meglio, oltre che di assaporare fino in fondo le pietanze.
  3. Se a tavola ci sentiamo gonfi, forse abbiamo esagerato con il bere troppa acqua! Bere troppo durante i pasti, infatti, diluisce i succhi gastrici e rallenta la digestione. Se mangiamo una generosa porzione di verdura, assicureremo ugualmente al nostro organismo il corretto apporto idrico.
  4. Per distribuire correttamente le calorie nell'arco della giornata ed evitare di sovraccaricare con porzioni abbondanti il nostro stomaco ai pasti principali, è importante mangiare ogni due-tre ore, ad esempio: noci, mandorle o frutta.Così sarà più facile tenere sotto controllo il nostro livello glicemico.
  5. Quando fatichiamo ad addormentarci spesso è dovuto all'aver mangiato ad un'ora tarda, e quindi poco prima di coricarci. Nelle ore serali e ancor di più durante il sonno, il nostro metabolismo lavora molto lentamente e tante delle calorie assunte si trasformano in accumulo di grasso.
  6. Gli addetti alla digestione sono alcuni enzimi che lavorano in condizioni di acidità tra loro diverse. Quindi assumere nello stesso pasto cibi che richiedono processi digestivi differenti, rallenta la digestione e compromette l'assorbimento dei nutrienti. Nel piatto evitiamo di mettere insieme proteine di diversa provenienza, come: carne e formaggio, pesce e uova ecc., ma anche proteine con carboidrati raffinati come carne e pane bianco ad esempio.
  7. La frutta va consumata almeno una ora e mezza prima del pasto o tre ore dopo, così da poterla digerire da sola. E' preferibile quindi non mangiarla subito prima o subito dopo il pasto perchè mescolandosi nel nostro stomaco agli altri alimenti del pasto causa un rallentamento della digestione e provoca gonfiore.
  8. E' dimostrato che l'alcool durante i pasti prolunga il processo di digestione e porta lo stomaco a produrre secrezioni eccessive. Quindi il digestivo dopo i pasti è sconsigliato. Allo stesso modo evitiamo le bevande gassate, perchè l'aria e gli zuccheri che esse contengono rendono più complessa la digestione.
  9. Un buon funzionamento del nostro organismo è fondamentale praticare regolarmente movimento fisico, che consente di accelerare il metabolismo di base. Da evitare quindi uno stile di vita sedentario.
  10. L'alimentazione non è la sola causa dei disturbi digestivi. Spesso il problema è di carattere psicologico. L'ansia e lo stress emotivo, alla pari di uno scorretto stile alimentare, aumentano la sensibilità viscerale, influenzando negativamente la digestione.
L'apparato digerente

 

è composto da:
bocca, faringe, epiglottide, esofago, stomaco, intestino tenue ( duodeno, digiuno e ileo) e intestino crasso (cieco, colon e retto).
  • Bocca: qui i denti triturano i cibi e la lingua li impasta e la saliva tramite un enzima, il ptialina ( amilasi salivare) digerisce l'amido. Il cibo così lavorato viene definito bolo alimentare.
  • Faringe: è la parte posteriore della cavità orale e rappresenta il punto in cui si incontrano l'apparato respiratorio e la via digerente.
  • Epiglottide: è una valvola cartilaginea che evita che il bolo alimentare vada nella trachea.
  • Esofago: è un organo lungo circa 30 cm, di forma cilindrica (tubo) che passa dalla gabbia toracica e collega la faringe allo stomaco.
  • Cardias: è la valvola che mette in comunicazione l'esofago allo stomaco. Il bolo alimentare può passare dall'esofago allo stomaco grazie alle contrazioni peristaltiche.
  • Stomaco: ha il compito di mescolare il bolo alimentare con il succo gastrico e trasformarlo in chimo. Lo stomaco è ricoperto da uno strato di muco che ha la funzione di proteggerlo dall'acido cloridrico, il quale potrebbe danneggiarne le pareti. Il succo gastrico, liquido prodotto dalla mucosa dello stomaco, contiene:
    • pepsina (un enzima proteolitico che rompe le catene proteiche in pezzi più piccoli, detti peptoni),
    • lipasi gastriche (enzimi che attaccano i lipidi),
    • chimosina (detto anche rennina, è un enzima necessario alla digestione della caseina)
    • acido cloridrico (che ha funzione antibatterica).
  • Piloro:è una valvola situata nella parte inferiore dello stomaco, che fa da collegamento con l'intestino tenue.
  • Intestino tenue: è un organo lungo circa otto metri, composto da duodeno, digiuno e ileo. Nell'intestino tenue (detto anche piccolo intestino) avvengono le fasi finali della digestione; a esse vi partecipano attivamente anche il fegato producendo la bile e il pancreas con la produzione di succo pancreatico. Tramite le azioni combinate dei succhi intestinale, pancreatico e biliare, il chimo si trasforma in chilo (processo di chilificazione)
  • Intestino crasso: (detto anche grande intestino), è la parte finale dell'apparato digerente, un organo lungo poco meno di due metri e composto da cieco, colon e retto. Nell'intestino crasso vengono assorbiti l'acqua, le vitamine e i sali minerali. Tutto quello che non viene digerito passa nel retto ed espulso attraverso l'ano.
Per ottenere una buona digestione è utile capire i limiti del proprio apparato digestivo


Per favorire una buona digestione contribuiscono:
  • Integratori alimentari specifici
  • Una respirazione mirata a rilassare l'apparato digestivo
  • Semplici e naturali accorgimenti
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